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Londra, UK | 1982 Vive e lavora a Pietrasanta, Italia

Caorle cumulo, 2023
Quest'opera mira a trasformare lo scoglio in una stratificazione di nuvole, dando un senso di leggerezza e caducità al materiale duro e antico. La scultura da l'impressione di formarsi a strati, rappresentando le nuvole che si formano sopra il Mare Adriatico.
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Italia
Prometeo, 1993
Come si può capire dal titolo, questa scultura si rifà alla storia di Prometeo. Egli dopo aver rubato il fuoco degli dei, fu legato ad una roccia da Giove. Anche qui lo scultore ha voluto trasportare la forza del masso nel personaggio mitico senza voler cambiare molto dell’aspetto originario del masso stesso. -
Italia
Amore e sofferenza, 1993
In questo masso di difficile lavorazione per una serie di venature particolari si coglie un facile messaggio: la coesistenza dell’amore e della sofferenza. L’amore rappresentato dall’unione dei due gabbiani che si abbracciano con le loro ali e la sofferenza di chi li guarda forse invidioso proprio del loro amore. I gabbiani liberati al centro dello spazio e, la sofferenza condannata nel basso. -
Italia
Nascita di una madre, 2008
La scultura è una conchiglia pensata per l’acqua quale simbolo di vita. Al suo interno un cuscino scolpito si riempie d’aria e di energia vitale e invita i passanti a sedersi e a meditare. Qui la “Conchiglia” attende che le onde la coprano, quasi per rimpossessarsi della forma primordiale che esse hanno generato. -
Corea del Sud
Pianoforte e sentimento del mare, 1997
L’artista ha scelto un grosso masso con l'idea di creare un pianoforte di risonanza a mare: una forma di allusione strumentale e musicale. Il pianoforte è anche una panchina: momento di ascolto del mare e pausa che apre varchi all'affiorare del mondo interiore. -
Argentina
Vortice quotidiano, 1996
L’opera è una scultura di straordinaria semplicità formale, ricca però di significati simbolici ed araldici riferiti alla condizione esistenziale dell’uomo contemporaneo: una barca in balia del vortice quotidiano (lo scorrere irrecuperabile del tempo) in una società e in una scultura superficiali. -
Italia
Profughi, 1993
L’autrice si cimentava per la prima volta nella lavorazione della pietra, e per questo non ha voluto “violentarla” più del necessario. Rappresenta il pianto di un profugo (testa nella parte alta e destra) abbracciato da un amico (parte centrale della pietra) con una terza persona che guarda indifferente la scena (testa nella parte bassa e centrale).



