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Gorgone, 2004
In quest’opera, l’autore evoca le figure mitologiche delle Gorgoni, dall’aspetto mostruoso, con serpenti al posto dei capelli e capaci di pietrificare lo sguardo di chiunque le guardi direttamente negli occhi. Ma, nell’interpretazione dell’autore, alla pietrificazione dello sguardo non corrisponde la fine. -
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Acquario fossile, 1994
Questa scultura va letta ad iniziare dalla parte superiore del masso e dai massi circostanti. I segni ondulati rappresentano la continuità del mare, che è stato nelle ere preistoriche la prima sede di vita e che il fossile (ammonite) rappresenta. Gli occhi dei pesci sono delle sfere che con il cambiar del tempo cambiano colorazione, volute dall’artista perché rappresentano la parte più viva della scultura. -
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Origine, 1994
Questa scultura rappresenta la nascita e l’evoluzione della vita. Nella parte superiore dell’opera si vede la prima forma di vita rappresentata dal trilobite. Abbassando lo sguardo si vede la forma di vita successiva rappresentata dall’ammonite per passare agli scheletrati espressi scolpendo il pesce per arrivare alla fine con la rappresentazione di un volto umano e chiudere il ciclo evolutivo proprio con la comparsa dell’uomo. -
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Lo scoglio dell'amore, 1996
Opera vincitrice del quarto concorso Scoglieraviva 1996. L’autore ha saputo estrarre dal masso una dolcezza di forme sensuali che, nel contrasto con la materia dura e scura, riappacifica con la natura, col movimento dell’onda, in una suggestione coinvolgente di intima tenerezza erotica. -
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Partenze, 1997
L’artista è intervenuto sulla pietra come a scoprirne il tessuto di tendini e nervi di cui è composta. Le innervature del masso trasmettono una certa tensione che rimanda alle dinamiche che precedono ogni impresa, ogni punto di partenza, ogni inizio di un viaggio, reale o fantastico che sia.



